Ricordo ancora l'emozione... era mercoledì ed il tempo stringeva... il raduno si sarebbe tenuto nel weekend e io "tendina rosa a parte" non avevo alcunchè da indossare. Così Sabry e io andammo a fare shopping!!! Con l'obiettivo di comprare qualcosa di carino con cui potessi stare bene e... nelle mie speranze evitare di essere ridicola agli occhi della gente. Certo cominciare proprio dal quartiere in cui si abita non è certo la cosa più rassicurante. Difficile descrivere quanto mi vergognassi di essere insieme a Sabry nella Upim del mio quartiere mentre lei setacciava gonnelline e toppini che potessero andarmi bene. Sabry trovò una gonnellina beige e un due toppini, uno blu con una zip molto carina e uno altri due neri... erano da ragazzina di 14 anni ma mi piacevano molto e rispecchiavano i miei gusti. Non mi aspettavo certo di entrare in camerino a provarli... ma Sabry mi sorprese chiedendomi di seguirla in un camerino... e mi fece provare la gonna da sopra i jeans e i toppini, operazione che si rendeva alquanto complicata in quello spazio cosi angusto. Eravamo in uno dei camerini del reparto donna... ed io già mi vergognavo al pensiero di uscirne, considerata la fila di donne che attendevano al di fuori che chissà cosa avrebbero pensato vedendo uscire dal camerino una donna ultraquarantenne ed un ragazzo di 28 con una pila di vestiti femminili. Sabry uscì decisa con i vestiti... io temporeggiai un secondo, una signora che già sbuffava per l'attesa mi guardò e disse un eloquente "ah Beh!!" alludendo come se avessimo fatto chissà cosa... Ormai era fatta pagammo e andammo via... io rossa dalla vergogna mentre Sabry sorridente e navigata mi rassicurava. Mancavano le scarpe... ma tornando verso casa, vidi in una vetrina due bellissime minigonne nere, una corta ed elegante e l'altra con le pieghe tutta plissettata... davvero un amore così chiesi a Sabry di entrare a comprarle. Stavolta avevamo la mini beige per paragonare la misura e con la classica scusa del "regalo" ce la cavammo facilmente in pochi minuti. Servivano delle belle scarpe, individuammo un bel negozio e comprammo un bel paio di scarpe nere a punta con tacco da una decina di cm. Poi ci precipitammo a casa mia a provare tutto quel che avevamo comprato... incrociando le dita e sperando di aver indovinato con le scarpe. Ah dimenticavo... alla Upim comprammo anche degli splendidi collant con un disegno a rombi davvero stupendo mentre in una merceria Sabry comprò delle imbottiture per il reggiseno normalmente indossate da ragazze con poco seno. Quando mi provai quei vestitini provai una strana sensazione e ricevetti il mio primo complimento al femminile da Sabry. Era stata davvero brava, tutto mi andava "a pennello" e mentre io mi guardavo allo specchio meravigliata e con un pò di vergogna lei mi disse: "Stai benissimo piccola... anzi tante donne un fisico e delle gambe così se le sognano". Ero contenta... una bella emozione ricevere un complimento cosi da una donna genetica. Sabry mi rassicurò e mi disse di non preoccuparmi che ci sarebbe stata lei accanto a me al raduno. Il programma del raduno prevedeva l'arrivo delle Tgirl il venerdi pomeriggio ed una prima uscita ql femminile la sera in pizzeria. Il sabato pomeriggio invece era previsto un convegno sui temi della transessualità e della disforia di genere nell'albergo che ospitava il raduno. Dissi a Debbie che non mi sentivo di partecipare alla giornata di venerdi ma che invece mi sarebbe piaciuto partecipare al convegno, anche perchè se ci andavo era per capire meglio cosa sentivo. Anche perchè già mi sembrava un doppio salto mortale nel buio andare ad un raduno del genere e farmi vedere "en femme" per la prima volta... figurarsi uscire nella tua città col terrore di essere riconosciuta! Così concordai con Debbie un appuntamento per le 15.00 di sabato 15 novembre 2003 nella hall dell'albergo che peraltro per ragioni di riservatezza non era ancora noto e fu cambiato il giorno prima per evitare che venisse preso d'assalto dai maschietti in cerca di Tgirls. C'era ancora tanto lavoro da fare, dovevo depilarmi tutta per la prima volta e non sapevo nemmeno come cominciare... su consiglio di Debbie decisi di fare piano piano per zone col mach3.
Così il venerdì mi depilai la parte superiore del corpo, braccia comprese ed il sabato mattina mi occupai delle gambe! Ovviamente mi sono anche fatta la bua… un taglietto sul gomito per la fretta di finire. Che strana sensazione sentire finalmente il mio corpo glabro senza tutti quegli odiatissimi pelacci brutti. Arrivò il giorno del raduno ed io ero emozionatissima… ma ecco il primo inconveniente. Sabry aveva la febbre alta e mi telefonò dicendomi che non se la sentiva di venire perché stava proprio male, ma incoraggiandomi ad andarci comunque anche senza di lei. Io senza di lei mi sentivo persa… non potevo farcela!!! Ma la voglia di vedere come mi sarei sentita al femminile ed il bisogno profondo di capire qualcosa in più di me stessa prevalsero e con discreto anticipo alle 13.30 presi la mia busta dell’Upim piena delle cosine carine che avevamo comprato con Sabry, salii in macchina e mi diressi verso l’albergo che si trovava a Roma, sulla Casilina, oltre il raccordo anulare. Il cuore batteva forte e io ero emozionatissima, non avevo il navigatore e sbagliai varie volte strada ma ciò nonostante riuscii ad arrivare con un certo anticipo sull’appuntamento. Ora il passo successivo era entrare nella hall… il cuore era a mille e mi vergognavo come fossi una ladra… il solo pensiero di parlare alla receptionist o ai commessi dell’albergo mi inquietava non poco. Mi feci coraggio e decisi di entrare. L’albergo era lussuoso, la hall sembrava la sala da ballo di una reggia d’altri tempi, c’era una bella ragazza bionda alla reception che mi sorrise mentre io timidamente mi andai ad accomodare sul puff accanto al divanetto in attesa di Debbie. Erano le 3, avevo raccomandato a Debbie di essere puntuale e di ricordare che per me era “la prima volta en femme”. 3.15... 3.30… ma di Debbie nemmeno l’ombra, il cell irraggiungibile ed io che nell’attesa friggevo ogni minuto di più. Chiamai Sabry e le dissi che volevo scappare via… ma lei mi disse di pazientare che sicuramente Debbie sarebbe arrivata. Trovai il coraggio di avvicinarmi al bancone della reception… non sapevo cosa chiedere, di chi chiedere… di Debbie conoscevo soltanto il nome ma non il cognome al maschile e non avevo idea di come fare per chiedere alla receptionist di verificare se fosse in camera o meno. Con grande imbarazzo dissi che ero li per incontrare una persona che partecipava al raduno delle Tgirls e chiesi se il convegno fosse cominciato. La receptionist mi rispose sorridendo dicendomi che le “ragazze” erano uscite a fare shopping e che il convegno si sarebbe svolto a breve al loro rientro. Finalmente alle 4 squilla il cellulare, era debbie che avendo il cell scarico ed usando il cell di una amica mi telefonò dicendomi di non muovermi, che erano in centro zona termini, di aspettarla che sarebbe arrivata anche se con grande ritardo. Mi disse che sarebbe arrivata tra circa un’ora e mezza…(continua)
Immagino le paure, le indecisioni, la frenesia... immagino tutte le emozioni che in singoli istanti passavano nella tua mente e nel tuo cuore!!! Sinceramente, leggendo queste righe, avrei voluto aiutarti, avrei voluto essere lì con te a tenerti la mano e dirti che sarebbe andato tutto bene!!! Quel giorno è nata una splendida principessa ed io ringrazio il cielo di averti incontrata nella mia vita!!!
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